Consigliere regionale

Violenza sulle donne: sì all’educazione, no alle arti marziali

Violenza sulle donne- si all’educazione, no alle arti marziali

Nell’ultima seduta del Consiglio Regionale di mercoledì 19 giugno, ha ottenuto il voto unanime la mozione “ Violenza sulle donne “ presentata dal PD e dalla Lista Ambrosoli, prima firmataria la Vicepresidente Sara Valmaggi.

Prendendo spunto dall’attuale situazione emergenziale e da un fenomeno in piena escalation, la mozione impegna la Giunta Regionale e gli Assessori competenti a dare piena attuazione a quanto contenuto nella legge 11 del 2012 e a prevederne  finalmente il finanziamento.

La legge, oltre a sostenere e tutelare le donne vittime di violenza, indica nelle linee di intervento anche la prevenzione, la formazione di operatori e forze dell’ordine e i percorsi educativi per le famiglie e nelle scuole.

E’ questo l’approccio giusto per un problema che è ormai arrivato a livelli non più tollerabili : l’educazione, innanzitutto, nelle famiglie e alle famiglie, l’educazione all’affettività nelle scuole per sconfiggere quella visione della società, prettamente maschile, che presidia la cultura e il linguaggio e che cerca di riaffermarsi in ogni dove, nei media, sui giornali, nella televisione.

Non altrettanto condivisibile è stata la successiva mozione,  presentata dalla Lista Maroni e votata da Lega e PDL, che chiedeva l’istituzione di corsi di difesa personale riservati al genere femminile, così da fornire alle donne uno strumento specifico adatto alla difesa attraverso la padronanza del proprio corpo.

Ridurre la soluzione di un problema così importante, che comporta, tra l’altro, implicazioni di carattere psicologico, legale e storico, a quattro mosse di arti marziali imparate in palestra, ci è parsa cosa banale e impropria.

La mozione non ha ottenuto il nostro voto, anche perché le statistiche dicono che solo il 30% di tutte le aggressioni   avvengono ad opera di sconosciuti. La realtà è che nel rimanente 70% dei casi le donne hanno problemi dai loro stessi mariti, compagni, parenti, datori o colleghi di lavoro.

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