Consigliere regionale

Addio ai consultori?

Addio ai consultori

Nel  Piano regionale di sviluppo, il documento programmatico della Giunta Maroni un po’ grigio, scontato e senza grandi novità, sono presenti alcuni “indirizzi” che inducono a perplessità.

E’ il caso, ad esempio, dei provvedimenti pensati per i consultori familiari. Per i prossimi anni si delinea, infatti, la volontà della Giunta di procedere ad una riforma dei consultori familiari che prevede la loro trasformazione in non ben definiti “Centri per la famiglia”, con funzioni di ascolto, orientamento e supporto psicopedagogico alle famiglie nelle diverse fasi del ciclo di vita.

Tale trasformazione snaturerebbe la missione e le funzioni che la normativa nazionale e regionale attribuisce ai consultori che , a quasi quarant’anni dalla loro istituzione, continuano a rappresentare una realtà estremamente moderna.

Si tratta di strutture finalizzate ad assicurare l’ informazione e l’ assistenza psicologica, sanitaria e sociale per la maternità, la paternità e la procreazione responsabile, la tutela della salute della donna, l’assistenza per i problemi dell’infertilità, dell’adozione e dell’affidamento.

Una rete, quella dei consultori pubblici, che andrebbe sicuramente ampliata e valorizzata, come andrebbe assicurato l’ampliamento degli organici sociosanitari, fortemente impoveriti negli ultimi anni.

I consultori rappresentano un patrimonio unico: non sono residui del passato, ma fondamenti per sistemi sanitari del futuro, volti a tutelare e promuovere la salute pubblica.

La Giunta Maroni pare invece voler scegliere una strada diversa, ancora circondata da un alone di mistero.

Di certo, senza la previsione di risorse aggiuntive non si potranno assicurare i servizi, né tantomeno le professionalità e la qualità degli stessi.

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