Consigliere regionale

Una legge “macedonia” che non aiuta l’ambiente

Una legge macedonia che non aiuta lambiente

Dall’inizio della X legislatura il centrodestra di Maroni ha portato all’approvazione del Consiglio Regionale solo quattro leggi, oltre all’assestamento di bilancio e al rendiconto finanziario, tre delle quali di rimando ad altre future determinazioni. Una performance decisamente modesta per chi voleva cambiare da subito il mondo…

In pesante ritardo, dunque, con la proposizione di norme regionali veramente significative e sostanziali per la vita dei Lombardi, la maggioranza Lega-PDL ha presentato questa settimana alla Commissione Ambiente una sorta di collegato ordinamentale di modifica a tre leggi vigenti che toccano argomenti importanti come l’acqua, i rifiuti, la gestione del sottosuolo e gli osservatori ambientali.

Si tratta di una “macedonia” che non permette la visione organica di materie così fondamentali, da discutere, oltretutto, in assenza dei dati necessari per un approfondimento dei temi.

Siamo rimasti delusi soprattutto sulla parte della legge che riguarda il deflusso minimo vitale, cioè il quantitativo minimo di acqua che deve essere rilasciato, dopo ogni captazione, per assicurare la sopravvivenza della vita acquatica nei fiumi.

Ci aspettavamo che le norme proposte fossero più risolutive, invece rappresentano una risposta timida ai grandi problemi dello sfruttamento dei corsi d’acqua.

Sui monitor della Commissione Ambiente, intanto, continuano a scorrere le immagini degli alvei di torrenti e fiumi lombardi che, per colpa di un uso esasperato delle acque, rimangono perennemente in secca compromettendo la tutela della vita acquatica.

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