Consigliere regionale

Obiettivo della Lega: liberare le strade, non le donne

Obiettivo della Lega- liberare le strade, non le donne

È un’operazione chiaramente elettorale quella orchestrata dalla Lega Nord a proposito del referendum per l’abrogazione parziale della legge Merlin.

Un’operazione con una evidente matrice identitaria e di richiamo per il proprio elettorato ormai disperso e disilluso.

Le parole chiave sono infatti pulizia, ordine, sicurezza e…ipocrisia, ci viene da dire, perché questo progetto non incide minimamente sul fenomeno, non propone soluzioni, ma soprattutto non è di competenza regionale.

Come tutte le abrogazioni, lascerebbe, inoltre, un pericoloso vuoto legislativo, con il risultato immediato di permettere addirittura la riapertura delle case chiuse di antica concezione che sono stati luoghi di schiavitù’  e di sfruttamento della donna voluti dallo Stato e sostenuti dalla vecchia morale, mai morta: si tollera  la prostituzione, purché si svolga lontana dalle nostre strade e dai nostri occhi.

La legge Merlin ha avuto un grande merito nel suo contesto storico, mettere un punto fermo e dare una risposta ai problemi sollevati dal fenomeno per come era conosciuto allora. Oggi sicuramente occorre un nuovo intervento legislativo con un approccio diverso al tema, una trattazione che non può che essere fatta nelle aule parlamentari.

Le priorità sono il controllo e la punizione della tratta e dello sfruttamento delle donne, sempre più spesso minorenni.

Occorre, dunque, una legge che sottragga le donne alla criminalità organizzata e alle mafie, che affronti il tema delle nuove schiavitù, dello sfruttamento sessuale e che, prima di tutto, riconsegni la dignità alla donna.

Non può essere dimenticata l’altra faccia  del problema, quella dei 9 milioni di clienti, coloro che con la loro domanda sostengono l’offerta e che finora la legge ha sempre tutelato.

Sono tutti aspetti che indicano l’estrema complessità del tema, che non può essere liquidato con la proposta di un referendum abrogativo dal sapore elettorale, né banalizzato con una raccolta di firme ad un banchetto, ma che necessita di studio e discussione approfondita nelle aule parlamentari.

Al grido di “liberiamo i lampioni, liberiamo le strade” il referendum della Lega è passato in aula, solo grazie al Movimento 5 stelle che ha prestato i suoi voti e ha fatto da stampella ad una maggioranza divisa e litigiosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *