Consigliere regionale

Nitrati. Barzaghi (PD): “Regione d’accordo: Tuteliamo le acque lombarde rivedendo le zone vulnerabili e salvaguardando l’agricoltura”

“L’inquinamento da nitrati non deriva esclusivamente da fonte zootecnica, ma dipende in maniera significativa anche da altre fonti, quali gli scarichi civili, industriali e l’azoto chimico utilizzato come fertilizzante agricolo. E questo lo riconosce per prima Regione Lombardia in una comunicazione allegata a una delibera sulla direttiva nitrati”, lo ha ricordato Laura Barzaghi, consigliera regionale del Pd, oggi, martedì 10 giugno 2014, durante la seduta del Consiglio regionale e la discussione della sua mozione sul tema dell’inquinamento delle acque da nitrati votato all’unanimità.

Per quanto riguarda il settore idrico, ha proseguito Barzaghi, “tra le cause del problema incidono in modo consistente anche le perdite delle reti fognarie e le inefficienze dei depuratori. Eppure, la realizzazione dei relativi interventi potrebbe comportare una riduzione sensibile della presenza di nitrati nei corsi d’acqua lombardi dove si verifica una forte alterazione dell’ecosistema” e l’occasione sarebbe rappresentata, ha aggiunto la consigliera Pd, “dalla revisione del Piano di tutela delle acque che entro il 2014 Regione Lombardia dovrà procedere a fare”.
A conferma di ciò c’è già una ricerca dell’Ispra, finanziata dal Ministero dell’Agricoltura, che dimostra come “l’impatto dei nitrati di natura zootecnica interessa non più del 10 per cento delle superfici della Lombardia”.

Per questo Barzaghi – che ha ricordato anche “le sparate di Maroni sul fatto di essere disposto a prendersi le gravose multe europee, mentre dovrebbe accelerare l’iter per la revisione delle zone vulnerabili, venendo così incontro agli agricoltori” – nella mozione ha chiesto di impegnare la Giunta “a condividere con le Commissioni Ambiente e Agricoltura i risultati della ricerca di Ispra e di eventuali altri studi commissionati da Regione Lombardia, al fine di poter elaborare utili proposte per investimenti in ricerca tecnologica nel campo agricolo e soluzioni di intervento per il settore idrico”. Ma anche “a porre in discussione il tema con particolare celerità al fine di poter dare un contributo incisivo nel contesto regionale di pianificazione con particolare attenzione al nuovo Piano di tutela delle acque già in fase istruttoria e a contribuire attivamente in seno alla Conferenza delle Regioni alla predisposizione di un decreto che affronti il problema nitrati in una visione complessiva”.

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