Consigliere regionale

Quando lo sport viene usato per discriminare

Quando lo sport viene usato per discriminare

La legge sullo sport che è stata approvata questa settimana contiene i principi fondamentali di disciplina e, contemporaneamente, cerca di regolamentare nel dettaglio l’attività sportiva nelle linee di competenza della Regione. È una legge che dà organicità alla materia, riordinando una serie di norme, prima sparse in vari testi, ora abrogati.
È una buona legge che, come gruppo PD in VII Commissione, abbiamo contribuito a costruire. Ma è anche un lavoro che l’ideologia e la propaganda della maggioranza di centrodestra rischia di vanificare. Se nelle premesse generali lo sport è considerato strumento per favorire l’integrazione sociale e per contrastare ogni forma di discriminazione, la legge si smentisce subito all’articolo 5, riservando la Dote sport, ovvero un contributo economico per le famiglie disagiate con minori, solo a coloro che risiedono da 5 anni in regione.
Inutile il nostro tentativo di convertire il meccanismo ideologizzato della Dote in un Piano regionale del diritto allo sport, che preveda un sostegno economico indirizzato ai Comuni e rivolto in particolare alle famiglie meno abbienti che non debbano considerare l’attività sportiva dei figli un ulteriore aggravio.
Lo sport, che dovrebbe eliminare ogni barriera ed essere un’occasione di integrazione e relazione, qui viene usato per discriminare.

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