Consigliere regionale

Dissesto idrogeologico e consumo di suolo

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Ieri è esondato il Lago Maggiore e il fiume Olona nei pressi di Milano.

Oggi è la volta del Seveso, mentre cresce l’allarme per il Lambro e la Brianza si prepara ad un’altra notte di paura.

C’è ancora chi si chiede il perché di questi fenomeni che avvengono con una frequenza ormai ravvicinata. Bastano semplici temporali o una pioggia intensa a provocare, nel migliore dei casi, allagamenti e disagi alla popolazione.

In queste circostanze non è sufficiente parlare di mutamenti climatici.

C’è una strettissima correlazione tra dissesto idrogeologico e consumo di suolo: la progressiva impermeabilizzazione dei suoli, connessa alle forme di urbanizzazione diffusa, è la causa principe del dissesto idrogeologico.

Sono 929 su 1500 i Comuni a rischio idrogeologico in Lombardia, un dato che mette in luce la fragilità del nostro territorio.

Basterebbero queste considerazioni ad innescare un radicale cambio di marcia, rispetto ai tempi della cementificazione esagerata.

Il Consiglio regionale, che in questi giorni sta discutendo una legge sul consumo di suolo, dovrebbe dare un segnale forte e chiaro in questa direzione.

In realtà il provvedimento legislativo, frutto di laboriosi accordi tra le forze politiche della maggioranza di centrodestra, declina al ribasso ogni aspettativa e non frena in alcun modo l’uso di suolo lombardo, anzi ne sollecita un consumo immediato di 600 milioni di metri quadrati.

E così, esondazione dopo esondazione, si amplifica il rischio idrogeologico per gli anni futuri.

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