Consigliere regionale

Formazione professionale: fondi dedicati e risorse certe perché la scuola è una priorità

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Non ci sono scuse: la scuola è una priorità, quindi la formazione professionale deve passare da una fase sperimentale a una istituzionale, con risorse dedicate e sicure. E’ questo il contenuto di una interpellanza sul tema dei fondi alla formazione professionale presentata nell’ultima seduta del Consiglio regionale, in merito al proseguimento dei corsi per gli studenti che vogliono iscriversi al quarto e quinto anno di formazione professionale.

Ci sono giunte, infatti, segnalazioni dal territorio e dagli stessi centri di formazione che denunciano una mancanza di risorse per attivare gli ultimi due anni, creando l’impossibilità per i ragazzi di terminare gli studi, per arrivare, attraverso questo canale alternativo, alla maturità.

Ma la risposta della Giunta regionale (assessore Aprea assente) ci ha lasciato ancora più basiti. Ci è stato confermato che per quanto riguarda il quarto anno rimangono fuori circa 500 ragazzi su 6.175 unità. E la soluzione sta, secondo Regione Lombardia, nelle defezioni fisiologiche, cioè gli abbandoni per le più varie motivazioni che potrebbero “fare posto” a chi è rimasto fuori. Per quanto riguarda il quinto anno, ci è stato risposto che solo il 15 per cento dei diplomati ha la possibilità di ottenere i fondi del sistema dotale per terminare la carriera scolastica. E la selezione avviene sulla base della motivazione e della preparazione, ma non si sa da chi e in che modo.

A nostro parere, invece, ci vuole maggiore stabilità e sicurezza, perché gli enti non possono stare sul chi vive ogni anno per capire se possono o meno mettere in attuazione una annualità del percorso.

Per questo bisogna uscire dalla fase sperimentale: se la nostra legge regionale prevede questo percorso, deve diventare istituzionale, quindi servono fondi dedicati.

E non vale la scusa dei tagli del Governo, perché proprio l’assessore continua a dire quanto sia importante il capitale umano e la sua formazione, che diventano imprescindibili. I soldi della scuola sono una priorità, non si possono far passare in secondo piano i diritti di questi alunni meritevoli che vogliono proseguire, magari andando anche oltre al diploma.

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