Consigliere regionale

Trasparenza per la nomina dei manager della sanità

Trasparenza per la nomina dei manager della sanità

Tra i risvolti dell’inchiesta giudiziaria che questa settimana ha messo sottosopra la Regione, c’è un aspetto che rischia di passare inosservato, ma che è di fondamentale importanza per la qualità attuale e futura del settore sanitario.

Dalle intercettazioni legate all’inchiesta, infatti, emerge uno spaccato inquietante che riguarda la figura dei direttori generali della sanità regionale.

Nelle quasi duecento pagine dell’ordinanza, che ha portato all’arresto dell’ex assessore alla sanità Mantovani, si tratteggia un’immagine dei manager sanitari lombardi

caratterizzata da una scarsa indipendenza o, addirittura, da evidente sudditanza nei confronti di coloro che li hanno nominati – come riconosceva l’allora assessore leghista Bresciani – in virtù del loro colore politico. E, d’altra parte, oggi l’esito di questa modalità di designazione, che privilegia l’affinità politica al merito, appare chiaro quanto sconvolgente: i due terzi dei 45 manager ai vertici della sanità lombarda sono coinvolti in inchieste giudiziarie.

Bene ha fatto dunque il PD a chiedere e ad ottenere di inserire nella legge di riforma, recentemente approvata, la regola per cui i manager sanitari non potranno più essere nominati direttamente dalla giunta a propria discrezione, ma dovranno essere individuati all’interno di una short list (ampia da due a tre volte il numero delle figure da nominare) e selezionati da una commissione indipendente secondo criteri di merito.

La bontà della politica passa da qui: da regole chiare e certe, dalla trasparenza e dalla legalità.

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