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Maroni, la Brianza e il sistema malato

Maroni, la Brianza e il sistema malato

La rincorsa di Maroni per rifarsi una credibilità dopo i recenti episodi di cronaca è quasi commovente. Martedì porterà in aula un progetto di legge per la costituzione di una Autorità anti corruzione sul modello di quella nazionale guidata da Raffaele Cantone.

Ecco spuntare, dunque, un’altra sigla: l’ARAC (Agenzia Regionale Anti Corruzione) che avrà il compito di controllare tutte le strutture lombarde.

Esprimiamo perplessità: questa nuova autorità si aggiunge, infatti, a numerosi organismi già in essere, come il Comitato di Controllo sulla legalità degli appalti, l’Agenzia dei controlli in sanità, il sottosegretario alla trasparenza, che finora non sono serviti a granché, se la Lombardia è di nuovo finita su tutti i giornali per il fenomeno
corruttivo.

E c’è anche una fetta di Brianza, purtroppo, in questa brutta storia salita agli onori delle cronache. Cambiano le inchieste ed il contesto, ma sorprendentemente i nomi al centro degli scandali regionali sono sempre gli stessi. Nomi noti che ritornano con puntualità. Persone che, dopo le inchieste, per un po’ scompaiono, poi le ritrovi, magari promosse, da altre parti.

Questa è la principale riprova della malattia del sistema lombardo della sanità. C’è bisogno di fare piazza pulita, perché gli enti di controllo non possono supplire alle responsabilità di certa politica e la cattiva gestione pubblica è terreno fertile per la corruzione. L’obiettivo si raggiunge, invece, cambiando il sistema politico di protezione e intensificando a tutti i livelli l’educazione alla legalità. Anche da noi, in Brianza.

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