Consigliere regionale

Servizio idrico integrato. “Passi avanti, ma alcuni ambiti sono ancora molto indietro. Ecco tutti i dati”.

Un andamento lento ma costante quello del percorso del servizio idrico integrato della Lombardia verso ciò che prevede la legge 26 del 2003 (modificata nel 2010), ovvero la qualità dell’offerta. Lo ha detto stamattina Laura Barzaghi, consigliera regionale del Pd, presentando la sua relazione sullo stato di attuazione della norma in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale, proponendo alla fine la predisposizione di una risoluzione che dia degli indirizzi alla Giunta.

Il documento, aggiornato al 31 marzo scorso, rende noti diversi aspetti: “Intanto, quasi tutti gli Ato regionali hanno provveduto ad aggiornare la pianificazione del servizio idrico d’ambito – spiega Barzaghi –. Inoltre, l’aspetto positivo è che si sta procedendo con la rilevazione digitalizzata delle reti che è presente nel 44% dei Comuni, per quanto riguarda la fognatura, e nel 43% per quanto riguarda gli acquedotti. Ribadisco che è uno strumento importante per avere elementi conoscitivi delle infrastrutture e quindi programmare meglio”.

 

Per quanto riguarda il gestore unico d’ambito, “tutti gli Ato hanno individuato chi deve essere e per gran parte di essi la gestione sarà in house, cioè dell’ente pubblico. Ma rimane una situazione di frammentazione, perché sono ancora operanti negli Ato lombardi 86 società di gestione sui territori”, sottolinea la consigliera Pd.

Inoltre, “ancora 371 Comuni hanno la gestione in economia. Ma negli ultimi anni il numero di questo genere di gestioni si è molto ridotto: su 1500 comuni, 900 sono passati dalla gestione diretta all’affidamento della gestione all’Ato, con una chiara tendenza a fare scomparire quelle in economia”.

 

Capitolo delicato, invece, quello degli investimenti. Prosegue Barzaghi: “Esiste un accordo di programma quadro che cerca di mettere mano a quelli che sono gli investimenti più importanti. In questo accordo sono stati mobilitati 690 milioni di euro per circa 800 interventi, di cui l’82% sono stati conclusi. Dell’intera cifra solo il 14% sono contributi regionali, nonostante Regione Lombardia si vanti di stanziare risorse ad hoc”.

Perché sono tanto importanti progetti e risorse? “Perché siamo sottoposti a procedure di infrazione europea, soprattutto per la depurazione che non è al top nella nostra regione. In Lombardia ci sono circa 800 depuratori, molti obsoleti, e comunque non bastano – prosegue la consigliera –. Nel 2014 gli agglomerati condannati sono stati 14, ma adesso si stanno mettendo in regola. Solo due agglomerati nel territorio di Lecco sono in grande ritardo. Nel 2015 la Commissione europea ha aperto una nuova procedura di infrazione per altri 99 agglomerati, di questi 52 rimangono non conformi e 33 sono in provincia di Brescia”.

 

Molto eterogenee e differenziate, a secondo delle varie aree geografiche e del tipo di utenza, anche le tariffe. “Per la civile si passa da 0,39 euro al metro cubo in provincia di Monza Brianza all’1,68 nell’Ato di Mantova”.

Tuttavia, le tariffe da sole non possono coprire i costi dei deficit infrastrutturali, ovvero della necessità di finanziamenti per fare investimenti. “Quindi è necessaria la ricerca di altre risorse – aggiunge la Barzaghi –. E la modalità più semplice è fare in modo che la nostra finanziaria Finlombarda faccia garanzie per gli Ato con l’obiettivo di accedere ai mutui della Banca europea, per favorire l’incremento dei finanziamenti e per coprire le carenza infrastrutturali ancora esistenti”.

 

Cosa rimane da fare? “Completare il livello di integrazione, facendo in modo che tutte queste gestioni miste si ricompattino attorno al gestore unico; aggiornare le pianificazioni d’ambito; dire quali sono gli investimenti da fare; programmare e realizzare gli interventi, soprattutto per quegli agglomerati che sono sotto osservazione da parte dell’Europa; trovare finanziamenti adeguati e poi procedere”, elenca Barzaghi.

 

Ma il passaggio principale avviene sempre nelle aule del Consiglio: “Se vogliamo davvero dare impulso a questo servizio idrico integrato, il Consiglio si deve esprimere con la Giunta e deve indirizzarla sugli ultimi adempimenti che devono essere assolutamente ottemperati in tempi brevi. Ecco perché è importante la predisposizione di una risoluzione che noi abbiamo più volte proposto, ma che finora è rimasta inspiegabilmente lettera morta”, conclude la consigliera Pd.

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