Consigliere regionale

Piano cave Monza Brianza. Barzaghi: “Via libera in commissione senza nuove escavazioni, grazie al lavoro della provincia”.

Voto favorevole del Gruppo regionale del Pd al nuovo Piano cave della provincia di Monza e Brianza, stamattina, in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale.
“Il Piano rimane sostanzialmente lo stesso, rispetto a quello di prima e questo è il risultato dell’ottimo lavoro fatto dalla Provincia. La situazione del nostro territorio è talmente particolare e specifica che non si poteva fare altrimenti – ha detto in dichiarazione di voto Laura Barzaghi, consigliera regionale del Pd –. L’escavazione non può che continuare a essere limitata ad alcune aree, proprio perché altro spazio per intervenire non c’è”.

Di fatto, come spiega ancora la Barzaghi, “sono state prese in esame solo le aree già interessate da attività estrattiva, procedendo con la stima dei residui ancora disponibili. Per il settore sabbia e ghiaia sono stati esaminati 8 ambiti su cui è stata verificata la possibilità di continuazione, accertando un residuo teorico coltivabile di 4.066.000 metri cubi. Considerata, poi, l’indisponibilità di nuovi giacimenti sfruttabili, si è deciso di reperire ulteriori risorse aumentando la profondità di scavo o le superfici coltivabili degli ambiti già esistenti. E così la volumetria disponibile è aumentata di circa 2.430.000 metri cubi, portando il totale a 6.496.000 metri cubi”.

Ancora qualche dato: “Se finora avevamo 5 cave di recupero, nel nuovo piano sono state ridefinite le modalità di recupero ambientale ed è stata inserita una nuova area su richiesta del Comune di Triuggio, con una disponibilità totale di materiale pari a 910.000 metri cubi che vanno ad aumentare il totale fino a portarlo a 7.406.000”, dice la consigliera.

Un’ultima annotazione riguarda la procedura di approvazione dei piani cave lombardi: “La durata dei procedimenti e delle stime è eccessiva: da tempo diciamo che la legge regionale va rivista perché così blocca sia le amministrazioni, sia le aziende e non fa bene neppure all’ambiente. Va snellita quanto prima”.

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