Consigliere regionale

Senza visione la riorganizzazione delle aree protette

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la riorganizzazione del sistema lombardo di gestione dei parchi e delle aree protette con una legge che non è ne’ di grande respiro, ne’ ambiziosa. Il testo, infatti, non affronta una revisione organica della normativa precedente, ma si pone quale unico obiettivo la razionalizzazione degli enti gestori. L’iter del progetto è stato travagliato e difficoltoso a causa di incertezze, contrarietà, della mancanza di un disegno di fondo, di una visione.

E se la giunta ha aderito a una nostra precisa richiesta iniziale, ovvero che fosse la Regione a dettare gli indirizzi per le aggregazioni tra parchi e le integrazioni di riserve e monumenti naturali nei parchi – senza scaricare, come avrebbe voluto, le decisioni sui parchi stessi – si fa fatica a capire le motivazioni di certe individuazioni.

Delle 9 macro aree previste, che suddividono il territorio regionale e costituiscono il riferimento per la progressiva aggregazione tra i parchi, poche presentano caratteristiche di omogeneità. Diventerà difficile in futuro valorizzare le peculiarità delle aree protette e favorire il passaggio da una funzione di esclusiva salvaguardia ad una funzione di “tutela e fruizione” in sinergia con lo sviluppo sostenibile dei territori.

Senza contare che i fondi messi a disposizione dei parchi per incentivare le aggregazioni, cioè 420 mila euro, non bastano nemmeno per iniziare.

Insomma, ci pare un’occasione persa: l’ennesima della giunta Maroni.

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