Consigliere regionale

Una legge per vivere negli scantinati

Con 37 voti a favore, la maggioranza, e 32 contro, le opposizioni e qualche franco tiratore che ha sfruttato il voto segreto, il Consiglio regionale lombardo ha approvato uno sciagurato progetto di legge per il recupero dei vani e locali seminterrati.

Una legge platealmente suggerita dai costruttori che permette, non solo per i fabbricati esistenti, ma anche per le future costruzioni, la possibilità di recuperare volumetrie e realizzare seminterrati abitabili. Un condono preventivo, insomma, per chi costruisce adesso, ma che fra cinque anni  potrà “recuperare” ad abitazione, spazio commerciale o produttivo tutto il seminterrato.

Penso che in tutta la storia della Regione non si siano mai raggiunti questi livelli di deregulation. Oltretutto le norme non guardano alla qualità degli interventi, nell’ambiente e alla salute delle persone, ma hanno un obiettivo solo squisitamente economico.

“Io non ci andrei mai a vivere in un seminterrato” ha dichiarato nel bel mezzo della discussione lo stesso relatore del provvedimento e qualcun altro consigliere di maggioranza ha sostenuto che l’approvazione della legge “rappresenta un passo coerente con la nostra impostazione culturale e politica”.

Di certo noi sappiamo chi andrà ad abitare nei seminterrati: gli immigrati e le persone più fragili dal punto di vista economico. Magari con figli.

Magari in ambienti insalubri e con la presenza di radon, un gas cancerogeno che abbonda nelle cantine lombarde.

Deja vu durante l’immigrazione dal sud degli anni ’60. Con l’aggravante che adesso la Regione ci mette il sigillo della legittimità.

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