Consigliere regionale

Dote sport PIZZUL E BARZAGHI (PD): “PER IL CENTRODESTRA LO SPORT È DISCRIMINAZIONE, NON INTEGRAZIONE”

È stato un voto convintamente contrario quello del Gruppo regionale del Pd, questo pomeriggio, in VII Commissione Sport, al parere sui ‘Criteri e le modalità per l’assegnazione della Dote sport 2017’. E non certo per la misura in sé: “La decisione di porre un criterio decisamente discriminante verso i bambini e i ragazzi stranieri ci vede nettamente in disaccordo con la maggioranza di centrodestra”, spiegano Fabio Pizzul e Laura Barzaghi, consiglieri regionali del Pd, capogruppo e componente della Commissione.

A causa del fatto che le risorse messe a disposizione sono veramente risicate e che già gli anni scorsi è stata palese l’impossibilità di accontentare tutti, “invece di accogliere la nostra richiesta di aumentare la disponibilità da 2 a 5 milioni di euro, il centrodestra ha proposto in un primo momento di mettere come limite la cittadinanza italiana – raccontano basiti Pizzul e Barzaghi –. Semplicemente inaccettabile. Abbiamo espresso perplessità persino sul limite dei 5 anni di residenza, figuriamoci su una discriminazione del genere”.

Dopo una breve sospensione, la maggioranza di Maroni ha riformulato la proposta, inserendo di fatto “anche tutti i cittadini stranieri in regola, ma mantenendo un 50% di quote della dote testualmente destinato ‘a famiglie che abbiano la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione europea’, come ci è stato detto in seduta”, proseguono i due consiglieri Pd.

Per Pizzul e Barzaghi si è trattato chiaramente “di una scelta elettorale, sottolineata anche dai commenti di alcuni consiglieri leghisti. E per un mero calcolo politico hanno svilito il significato stesso di sport che è semmai il modo migliore per procedere sulla strada dell’integrazione, non certo, come vorrebbero Maroni e il centrodestra, una vergognosa discriminazione. Tranne quando si tratta di andare a cercare i campioni per la grandi squadre italiane: allora in quel caso non conta né il passaporto, né la cittadinanza. Anzi, è proprio tra i ragazzi che ora vorrebbero escludere che vanno a cercare i fuoriclasse”, concludono.

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