Consigliere regionale

Sport e discriminazione

È stato un voto convintamente contrario il nostro in VII Commissione Sport, al parere sui ‘Criteri e le modalità per l’assegnazione della Dote sport 2017’. E non certo per la misura in sé. La decisione di porre un criterio discriminante verso i bambini e i ragazzi stranieri ci ha visto nettamente in disaccordo con la maggioranza di centrodestra.

A causa del fatto che le risorse messe a disposizione sono veramente risicate e che già negli anni scorsi è stata palese l’impossibilità di accontentare tutti, invece di accogliere la nostra richiesta di aumentare la disponibilità da 2 a 5 milioni di euro, il centrodestra ha proposto in un primo momento di mettere come limite la cittadinanza italiana.

Semplicemente inaccettabile. Abbiamo espresso perplessità persino sul limite dei 5 anni di residenza, figuriamoci su una discriminazione del genere.

Dopo una breve sospensione, la maggioranza di Maroni ha riformulato la proposta, inserendo di fatto anche tutti i cittadini stranieri in regola, ma mantenendo un 50% di quote della dote testualmente destinato ‘a famiglie che abbiano la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione europea’.

Si è trattato chiaramente di una ennesima scelta elettorale, sottolineata anche dai commenti di alcuni consiglieri leghisti:”Peggio per voi che voterete contro. Starete all’opposizione per altri cento anni!”.

E per un mero calcolo politico hanno svilito il significato stesso di sport che è semmai il modo migliore per procedere sulla strada dell’integrazione, non certo, come vorrebbero Maroni e il centrodestra, una vergognosa discriminazione. Tranne quando si tratta di andare a cercare i campioni per le grandi squadre italiane: allora in quel caso non conta né il passaporto, né la cittadinanza. Anzi, è proprio tra i ragazzi
che ora vorrebbero escludere che vanno a cercare i fuoriclasse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *